Recuperare i costi dei sinistri stradali: il progetto del Gruppo Sambuchi

Quando parliamo di incidenti stradali pensiamo subito ai danni ai veicoli, alle persone coinvolte e al ruolo delle compagnie assicurative. Tuttavia, esiste un aspetto meno noto, ma di grande impatto economico e sociale: i costi sostenuti dai Comuni e dagli enti pubblici per gli interventi legati ai sinistri stradali.

Questi costi, oggi, finiscono quasi sempre sulle spalle della collettività, pagati tramite imposte comunali e tasse statali. In pratica, i cittadini si trovano a pagare due volte per lo stesso servizio:

  • con le tasse generali che finanziano i compiti istituzionali;
  • con le imposte locali che coprono le spese aggiuntive generate da un incidente.

Il progetto del Gruppo Sambuchi nasce per colmare questa lacuna e permettere ai Comuni di recuperare i costi che la legge già consente di addebitare al responsabile del sinistro (o alla sua compagnia assicurativa)

Il fondamento giuridico

La base normativa è l’articolo 2043 del Codice Civile, che stabilisce:
“Chiunque, per dolo o colpa, provoca un danno ingiusto a un’altra persona è obbligato a risarcirlo.”

Questo principio non si limita ai danni materiali (es. riparazione di un palo divelto) o ai danni alla persona (biologico e morale), ma si estende a qualsiasi costo sostenuto come conseguenza diretta del sinistro.

Ecco perché rientrano a pieno titolo:

  • i costi per l’intervento della Polizia Municipale (personale, mezzi, attrezzature, straordinari, cancelleria);
  • le spese di messa in sicurezza delle aree (rimozione veicoli, pulizia strada, ripristino segnaletica);
  • i costi sanitari (118, pronto soccorso, ospedalizzazione).

Il fatto che la polizia municipale abbia un “compito istituzionale” non significa che i relativi costi debbano gravare sempre sulla collettività. Se l’incidente deriva da un comportamento colposo o doloso, è logico e giuridicamente fondato che tali spese vengano richieste al responsabile.

Il caso concreto

Prendiamo un esempio:

  • Un’auto non rispetta lo stop e causa un incidente;
  • Oltre ai danni ai veicoli e alle persone, viene abbattuto un palo comunale;
  • La polizia municipale interviene per i rilievi, occupando due agenti per tre ore, con uso di auto di servizio e attrezzature.

Oggi, il Comune può chiedere il rimborso del palo danneggiato, ma non quello delle ore di lavoro, dei mezzi e dei costi amministrativi. Risultato: il cittadino paga due volte.

Con il modello proposto dal Gruppo Sambuchi, invece, il Comune può inserirsi come parte danneggiata e richiedere anche il rimborso di queste spese, direttamente all’assicurazione del responsabile.

L’impatto economico

L’impatto potenziale è enorme.
Abbiamo calcolato che, con una media prudenziale di € 400 per ogni sinistro stradale, i Comuni marchigiani avrebbero potuto recuperare:

  • Anno 2021: € 1.865.200
  • Anno 2022: € 1.980.400
  • Anno 2023: € 1.982.400

Solo nella provincia di Pesaro e Urbino, nel 2023, parliamo di quasi € 460.000 di costi scaricati sulla collettività e che invece potrebbero essere rimborsati dalle assicurazioni.

Se si estende il calcolo a livello nazionale, la cifra diventa di centinaia di milioni di euro ogni anno.

I parametri per rendere il progetto realizzabile

Perché questa linea sia percorribile, servono alcuni punti chiave:

  1. Principio del danno ingiusto (art. 2043 c.c.): chi causa un danno ne risponde.
  2. Legittimazione del Comune come parte danneggiata: i costi dell’intervento sono una conseguenza diretta del sinistro.
  3. Fatturazione dettagliata: i Comuni devono quantificare i costi (ore di lavoro, carburante, mezzi, cancelleria, straordinari).
  4. Richiesta danni all’assicurazione: l’onere economico si trasferisce dove la legge già lo prevede, cioè sul responsabile e sulla sua RCA obbligatoria.

La missione del Gruppo Sambuchi

Il Gruppo Sambuchi si propone come partner dei Comuni e delle amministrazioni pubbliche per:

  • analizzare i costi realmente sostenuti;
  • predisporre la documentazione necessaria;
  • presentare le richieste di risarcimento alle compagnie assicurative;
  • garantire che il recupero avvenga senza alcun onere per il Comune, perché i costi della nostra assistenza ricadono sulle assicurazioni.

Conclusione

Il nostro obiettivo è chiaro: spostare il peso economico dagli onesti cittadini a chi causa realmente il danno.
È un principio di equità, giustizia e responsabilità che la legge già consente, ma che finora non è stato applicato con la dovuta attenzione.

Con questo progetto, Comuni, Province e Regioni potranno finalmente recuperare milioni di euro ogni anno, destinando queste risorse a servizi utili per la collettività invece che a coprire i costi degli errori altrui.